Sorrento

Sorrento è la terra dei colori, delle sirene e dei giardini ed è anche nota per aver dato i natali al poeta Torquato Tasso. Essa è situata a circa 50 km da Napoli, ed è situata a nord-ovest della penisola a cui dà il nome.

Il centro si sviluppa sopra un grande terrazzo di tufo caratterizzato da una rigogliosa vegetazione e da imponenti falesie. Ha avuto come primi abitanti stanziali gli Etruschi ma è in Età Romana che essa entra negli Annales per essersi unita nel 90 a.C. all’insurrezione degli Italici , stroncata però sul nascere da Silla. 

Il destino di Sorrento si confonde con quello delle altre città vicine: supera il dominio bizantino, combatte i Longobardi e subisce la violenza  delle lotte tra gli aristocratici locali. Quando nel 1137 passa sotto la corona normanna, il Ducato di Sorrento perde per sempre la propria autonomia.

STORIA

Città millenaria, influenzata nei secoli da culture diverse: greca, romana, normanna, aragonese. Sorrento è una località turistica, forte di un legame saldissimo col mondo anglosassone, risalente all’ epoca del “Grand Tour”, quando la conoscenza del Mediterraneo era bagaglio indispensabile della formazione dell’ aristocrazia mitteleuropea. Ne è scaturita un’ atmosfera diversa rispetto alle altre località turistiche della Campania, essa risulta infatti più accogliente e organizzata.

L’area compresa tra il fiume Sarno e Punta Campanella, già dall’VIII sec. a.C. vede la presenza di una comunità di villaggi indigeni che verso la metà del VI secolo a.C. si sposta sulla costa (Pompei-Stabia) e negli scali commerciali della Penisola Sorrentina, punti di passaggio dei traffici etruschi.
Verso la fine del V sec. a C. tutta la Campania cade progressivamente in mano agli Osco-Sanniti, popolazioni italiche che discendono dai monti del Sannio, e, da Cuma a Poseidonia (Paestum), l’unica isola di grecità rimarrà Neapolis, fondata dagli Eubei (primi colonizzatori greci d’Occidente).

La storia di Sorrento pertanto, può cominciare dall’età Neolitica di cui sono testimonianza gli utensili e vasellame ritrovati nelle grotte di tutto il suo territorio. La sua fondazione si deve, probabilmente, a coloni greci (c’è chi indica i Teleboi nel VII sec. a.C.) ma nelle sue radici si riscontrano elementi fenici ed etruschi. Entrata nell’orbita dei Siracusani, nel 474 a.C., dopo la battaglia di Cuma, fu conquistata verso gli inizi del IV sec. a.C. dai Sanniti, successivamente sconfitti dai Romani (289 a.C.); occupata nuovamente dall’esercito sannita durante la guerra sociale (90 a.C.) fu riconquistata da Silla che diede il via alla definitiva romanizzazione della Costa Sorrentina.

Sulle origini di Sorrento, viene riportata una leggenda dello storico Diodoro Siculo, che attribuiva la fondazione della città a Liparo, figlio di Ausone, il quale era Re degli Ausoni e figlio di Ulisse e della maga Circe. Secondo questa leggenda, l’origine della Città risale ad una popolazione italica, quella degli Ausoni, che costituivano uno dei più antichi gruppi etnici.

 

Il suo impianto urbanistico, i resti della Porta Parsano, la Porta di Marina Grande, nonché la presenza a Punta Campanella dell’Athenaion sollecitano a credere ad un’influenza greca. Il grande santuario in cui si celebrava il culto di Atena, fu fondato secondo la leggenda da Ulisse e dedicato in un primo momento al culto delle Sirene. Tutti questi elementi potrebbero addirittura far pensare ad una presenza dei Greci nel periodo fra il 474 ed il 420 a.C., periodo precedente alla conquista da parte dei Sanniti.

Sorrento entrò in seguito nell’orbita di Roma, cui però si ribellò durante la guerra sociale quando partecipò alla Lega Nucerina, ma fu riconquistata insieme a Stabia nel 90 a.C. da Papius Multius e fu definitivamente ricondotta all’obbedienza da Silla l’anno successivo.

Con la romanizzazione si assiste ad una grande opera di trasformazione del territorio. L’impianto urbano sorrentino riceve un nuovo assetto con la monumentalizzazione di alcune “insulae” dove sorgono terme, teatro, foro ed edifici pubblici annessi.

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