Sapori Della Tradizione e Leggende di Buccino

TRADIZIONI BUCCINO

EVENTI:pasta

  • Fiera di Santa Croce (10 settembre)
  • Sagra itinerante della pasta di casa in casa (agosto)
  • Festività di Santa Lucia, quando si prepara una pietanza tradizionale che, si dice, preservi dalla cecità (13 dicembre)
  • Festa dell’emigrante (settembre)
  • Sagra dello scarpariello (agosto)
  • Sagra del coniglio (ottobre)fagioli

La tradizione gastronomica buccinese affonda le proprie radici sull’alimentazione della civiltà contadina, in particolar modo sull’uso di farina, base di partenza per la preparazione di un gustoso piatto di pasta.

  • Pasta fatta in casa come da tradizione buccinese : le matasse.

 

  • La “Cucciva”un insieme di legumi bolliti insieme.

 

Leggenda Buccino

Il castelluccio della Janara

Esisteva a Buccino un piccolo castello di tre piani, con torri grandi e circolari. Il proprietario di questo castelluccio era un ricco signore, egli aveva un unico figlio che tutti chiamavano Don Luigino .Un giorno ,passeggiando, egli vide una bellissima ragazza, subito se ne innamorò, ricambiato.Tutto procedeva nei migliori dei modi fino a quando la ragazza rimase incinta. il ragazzo avrebbe voluto sposarla e crescere il loro figlio insieme, ma il padre non acconsentì, date le umili origini della ragazza, e oltre a proibire il matrimonio mandò un suo fidato a prelevare il bimbo segregandolo in uno scantinato.

Dopo questo avvenimento, la ragazza iniziò a comportarsi  in modo strano, e a essere scontrosa con tutti, parlava con i serpenti, e si dice che ogni volta che vedeva un bambino pronunciava strane frasi in una lingua incomprensibile, e subito dopo il bambino diventava storpio, e in alcuni casi moriva, inoltre mandò una terribile maledizione sul suo innamorato, e sui figli che avrebbe avuto in seguito.

Iniziarono a chiamarla la “Janara”.

Anni dopo, Don Luigino si sposò ed ebbe un figlio, ma avendo paura delle orribili maledizioni della donna lo teneva sempre nascosto nel castello .ma una sera, la Janara camminando sulla stradina vicino al castelluccio, intravide attraverso la porta aperta il bambino e iniziò a borbottare stranamente e poi si mise a ridere.

Il bambino subito dopo iniziò a piangere senza smettere.

Don Luigino, si recò a casa della Janara e la condusse al castello, la pregò di non far morire il suo bambino, poi la rinchiuse nella stalla.

Durante la notte, il bambino morì, e nel momento in cui esalò il suo ultimo respiro si udii la risata della Janara.

Don Luigino, accecato dalla rabbia e dal dolore pugnalò più volte la donna.

Da quella tragica notte, sono state moltissime le testimonianze di fenomeni paranormali in questo luogo, molti contadini affermano di aver visto almeno una volta la bellissima ragazza girare nei dintorni del castello, seguita da uno sciame di insetti, ma non solo, risate e urla disumane si udirebbero nel silenzio della notte.

 

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