I Sapori Della Tradizione e Leggende di Paestum

Paestum permette di scorgere l’arte e la cultura anche nelle antiche tradizioni agricole e culinarie. Questa ricca terra offre la possibilità di scoprire da vicino la sapiente arte di allevare le bufale e di trasformare il loro latte in una delle pietanze più conosciute in Italia e all’estero: la mozzarella di bufala. Molte sono le aziende agricole e i caseifici di Paestum che accompagnano il turista in un tour culturale ed enogastronomico con la degustazione dei loro prodotti:  latticini e mozzarella di bufala, il  carciofo bianco di Paestum IGP, e naturalmente i meritevoli   vini DOC Cilento , prodotti genuini .

Paestum accoglie i tanti turisti che scelgono questo territorio per le loro vacanze con un ampio repertorio di spettacoli, manifestazioni culturali e folkloristiche. Il Teatro dei Templi, sullo sfondo del suggestivo edificio sacro dedicato a Cerere, sublima da anni, nel periodo estivo, gli affezionati spettatori dell’ormai noto Paestum Festival. Rassegne teatrali, kermesse di danza, concerti musicali e progetti culturali di ampio respiro si incontrano con appuntamenti dedicati all’arte culinaria e al folklore come ad esempio la “festa del carciofo” in aprile, animata da canti e balli tradizionali e l’evento “le strade della mozzarella”.

Leggende di Paestum

Il mito del giglio

Anche se il giglio di mare non è un vero giglio, è infatti della famiglia Amarillidacea e non appartiene alla famiglia delle Liliacea. Zeus, il signore degli dei, era soggetto a passioni e debolezze. Così anche se sposo di Era ebbe tante altre relazioni.

Dall’unione di Zeus con un’inconsapevole Alcmena nascerà Eracle. Zeus s’era infatti innamorato della regina Alcmena, una donna virtuosa che non avrebbe  mai accettato di tradire il proprio marito, ma Zeus ne prese le sembianze. Quando la poveretta si rese conto d’essere stata ingannata, temendo la giusta collera di Era, preferì abbandonare il proprio figlio in un campo fuori

dalle mura di Tebe, in quella che oggi si chiama “pianura di Eracle”. Per fortuna proprio in quel momento giunsero nella piana a passeggio Atena ed Era. Fu così che Era, su invito di Atena, prese il bimbo e si denudò il petto per allattarlo, ed Eracle vi si attaccò con tanta forza (si trattava appunto del piccolo più forte del mondo) che la dea gemendo per il dolore lo allontanò

da sé mentre un getto di latte volava verso il cielo, trasformandosi nella Via Lattea, e un altro cadeva in terra mutandosi in giglio.

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