I Sapori Della Tradizione e Leggende di Napoli

I Piatti Tipici Napoletani sono piatti nati da una cucina povera e antichissima, ma che insieme ai napoletani hanno fatto il giro di tutti i continenti fino a diventare simbolo non solo della città, ma di tutta la cucina italiana nel mondo.

Le cucina partenopea propone un’infinita varietà di piatti sia a base di pesce, uno degli ingredienti più impiegati, sia a base di carne, verdure e legumi. Molti piatti sono popolarissimi in tutto il mondo come la pasta al pomodoro e basilico, gli spaghetti alle vongole, la mozzarella di bufala e specialmente la pizza.

Anche i dolci abbondano nella cucina campana: dalla pastiera ai babà, i dolci napoletani, meglio di qualunque altro, riempiono lo stomaco e ancora di più la vita.

Con le nostre proposte vogliamo mantenere la tradizione dei piatti tipici, ma allo stesso tempo dare un tocco originale in modo produrre un colpo d’occhio e dare più sapore a una cultura gastronomica che è già una delle migliori al mondo.

Tra quelli più importanti  ricordiamo:

Minestra Maritata

  download

 Calamaretti alla Napoletana

 download (1)

Pastiera Napoletana

 download (2)

  Casatiello

 download (3)

 Sfogliatella

 download (4)

 

                                          Leggende di Napoli

La leggenda di Castel dell’Ovo

Il Castel dell’Ovo sul Lungomare di Napoli deve il suo nome ad un’antica leggenda che coinvolge Virgilio. Il poeta latino, considerato anche un mago nel Medioevo, avrebbe nascosto un uovo magico nelle segrete del castello per far sì che non crollasse mai. Infatti, la sua eventuale rottura provocherebbe la distruzione della fortezza e di tutta la città. L’uovo non è mai stato trovato, ma si narra che si trovi in un recipiente d’acqua in una gabbia di ferro appesa ad una trave di quercia in una stanza dei sotterranei. Nel XVI secolo un crollo dell’arco fece diffondere il panico tra gli abitanti e la Regina Giovanna I fu costretta a giurare di aver sostituito l’uovo.

 

O Munaciello

Il Munaciello è uno spirito dispettoso che vive nelle case, può portare sia fortuna sia sventura ed indossa un saio da monaco che nasconde le sue brutte fattezze. Secondo Matilde Serao è stato un personaggio realmente esistito, cioè il figlio deforme di Caterinella Frezza, ricca donna che si innamorò di un garzone contro il volere del padre e per questo motivo ebbe un figlio dall’aspetto orrendo. Secondo la leggenda, invece, fu un gestore di pozzi d’acqua che entrava nelle case dai canali di scolo per rubare oggetti preziosi. Il popolo gli attribuisce poteri magici e lo incolpa degli episodi spiacevoli, ma lo considera anche benevolo perché spesso lascia delle monete in luoghi nascosti della casa.

 

La Bella ‘Mbriana

La Bella ‘Mbriana è uno spirito benevolo che vive nelle case dei napoletani portando loro fortuna e convive con il Munaciello, di cui è antagonista. Non si conosce precisamente il suo aspetto perché appare di sfuggita durante le ore più luminose o nel primo pomeriggio e quando la si avvista si trasforma magicamente in un geco, animale considerato portafortuna. Secondo la leggenda, la Bella ‘Mbriana era una bellissima principessa che perse il suo amore e, sola e disperata, iniziò a vagare per la città. Il re suo padre chiese ai suoi sudditi di aprire le porte delle loro case per accoglierla. Ecco perché è considerata lo spirito che protegge la casa.

 

Leggende di Partenope

Sono due le leggende più note sulla figura di Partenope, considerata fondatrice di Napoli. La prima deriva dall’Odissea di Omero, in cui si narra che Ulisse fu l’unico a non subire gli effetti del canto melodioso delle tre sirene, inducendole al suicidio. Il corpo di una delle tre, Partenope, fu trascinato fino all’isolotto di Megaride, dove oggi sorge il Castel dell’Ovo, per poi dissolversi, e secondo il mito si trasformò nell’attuale paesaggio della città.

La seconda versione narra che Partenope fu una fanciulla greca innamorata di Cimone il cui amore era contrastato dal padre. I due decisero di fuggire, arrivando sulle coste napoletane, e qui la donna iniziò ad essere osannata dai cittadini perché al suo cammino la terra diventava sempre più fertile.

 

 

Mito di Posillipo e Nisida

Secondo un antico mito, Posillipo era un giovane leggiadro e scherzoso, dal cuore molto sensibile, che si innamorò di una donna bellissima di nome Nisida. La fanciulla, seppur molto affascinante, aveva un animo gelido ed un cuore di pietra, era una ragazza incantatrice, ma malvagia. Il ragazzo, sofferente per l’amore che non poteva avere, non resistette al dolore e decise di suicidarsi in mare. Gli Dei decisero di trasformarlo nell’attuale isola, mentre Posillipo fu trasformata nella collina che si trova di fronte. Per loro volere, Nisida ospita “omicidi e ladri” (oggi c’è infatti un carcere minorile), mentre la collina di Posillipo attira tutti con la sua bellezza.

 

 

 

 

 

 

Corno portafortuna 

Il corno portafortuna, conosciuto anche come cornicello o cornetto. A volte è un gioiello metallico, spesso è prodotto in colore rosso. Il simbolo del corno è ritenuto di buon auspicio fin dal neolitico per la sua forma fallica che lo rende un emblema di fertilità, virilità, forza fisica. Quest’ultimo significato è legato anche all’uso offensivo delle corna negli animali. A sua volta, il colore rosso è simbolo di forza poiché richiama il sangue e il fuoco. Il mito collega il corno portafortuna alla figura di Amaltea, nutrice di Zeus

Annunci

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: