I Sapori della Tradizione e Leggende di Ravello

La cucina di Ravello è una delle più rinomate della costiera Amalfitana. Tra i piatti più popolari troviamo gli scialatielli ai frutti di mare, , primi di pesce e risotti.

Gli scialatielli

Sono una pastatipica della costiera amalfitana. Simili alle fettuccine, ma hanno un maggior spessore. Per questa facile e saporita ricetta l’ingrediente principale sono i frutti di mare : cozze, vongole e pomodorini.

scialatielli-ai-frutti-di-mare

Il risotto ai frutti di mare

È un primo piatto classico della cucina italiana, ottimo se preparato con il pesce fresco e di buona qualità, a base di cozze, calamaretti e gamberi. Un primo di pesce facile e saporito!

 

download (2)

Spiedini di mare

Creati con gamberoni, seppie, filetti di sogliola, filetti di triglia da insaporire con il tipico limone sopra, che non può mancare sui piatti di pesce alla griglia.

 

spiedini-di-pesce-2.jpg

 

Insalata di polpo

È un secondo piatto fresco tipico della cucina amalfitana. Si serve anche come antipasto ed è molto apprezzata per la sua freschezza. Condita con limone, prezzemolo e olio, questa insalata è accompagnata con un contorno di patate o olive taggiasche.

download (1)

Le leggende

Una delle leggende legata a Ravello riguarda l’arrivo della preziosa reliquia costituita dal sangue del Santo protettore del paese, San Pantaleone, che ogni anno in segno di perenne protezione si liquefa in occasione della ricorrenza del martirio del Santo (27 luglio). La tradizione vuole che questa reliquia sia giunta via mare fin qui su una nave di mercanti che la presero a Costantinopoli nella casa di un’anziana del luogo, casa che essi vedevano ogni sera risplendere di tanta luce da essere convinti che lì si facesse festa in continuazione. Dopo aver preso la reliquia fecero ritorno in Italia ma, giunti in località Marmorata, si alzò una violenta tempesta. Essi accostarono la nave per aspettare il bel tempo e questo ben presto arrivò, ma una volta che ripresero il largo, si alzò nuovamente la tempesta e loro compresero che la reliquia di quel Santo voleva rimanere in quella terra, per cui chiamarono il Vescovo di Ravello il quale insieme a tutto il popolo scese a Marmorata e accolse l’ampolla che ancora oggi si conserva nel Duomo.

 

Un’altra leggenda più prominente di tutte, tuttavia, riguarda un tesoro sepolto. Quando Boccaccio scrisse su Ravello nel XIV secolo raccontò la storia di un ricco mercante, Landolfo Rufolo, che divenne un pirata e che, dopo essere sopravvissuto a un naufragio, ritornò a Ravello con un tesoro. Nei secoli successivi crebbe una leggenda su un tesoro nascosto a Villa Rufolo. Presubilmente, molte persone non prendono la leggenda sul serio, ma a metà del XIX secolo alcuni residenti locali cercarono di trovare il tesoro con delle sedute spiritiche. A una delle sedute uno spirito disse ai residenti che avrebbe rivelato il posto segreto, se loro prima avessero sacrificato un bambino. Agendo su quel suggerimento, uno dei residenti locali sacrifico un bambino di due anni. Dopo che il corpo del bambino fu scoperto nelle mura di Villa Rufolo, il colpevole confessò e fu condannato di omicidio.

Annunci

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: