I Sapori Della Tradizione e Leggende di Capri

PIATTI TIPICI

  • Il piatto più famoso di Capri sono i ravioli capresi. Sono fatti con un impasto di acqua e farina, in pari quantità, così da risultare leggerissimi. Il ripieno è composto da parmigiano, caciotta secca e maggiorana. E per condimento sugo di pomodoro fresco e basilico.
  • Altro primo piatto da provare sono gli spaghetti alla Nerano, a base di zucchine e formaggio.
  • Dopo un piatto di pasta ci sta bene una bella pezzogna, un tipo di pesce molto diffuso nei mari di Capri che spesso viene cucinato all'”acqua pazza”, vale a dire con un sughetto di pomodorini, prezzemolo, aglio e olio.
  • Per concludere il pasto poi non c’è niente di meglio che una bella fetta di torta caprese, un dolce isolano a base di cioccolato e mandorle, che va rigorosamente accompagnato con un bicchiere di limoncello

 

LEGGENDE DI CAPRI

 

La campanina di San Michele

Una volta, sull’isola di Capri viveva un pastorello orfano di padre. Possedeva solo una pecorella. Un giorno, all’imbrunire, il pastorello si fermò a raccogliere dei fiori. Quando si voltò per chiamare la pecorella, si accorse che era sparita. L’angoscia gli strinse il cuore. Sentì un fievole scampanellio. Pensando che provenisse dalla campanella che la pecora portava al collo, cominciò a correre a perdifiato nella notte ormai sopraggiunta, a piedi nudi tra rovi e sassi. Il pastorello continuò a correre finché, un secondo prima di cadere in un burrone, una luce lo fermò. In quella luce apparve San Michele su un cavallo bianco. Il santo si sfilò dal collo una campanina e la diede al pastorello, dicendogli che lo avrebbe salvato da ogni pericolo. Il pastorello tornò a casa e fece vedere la campanina alla madre. Da allora, ogni desiderio del ragazzo fu esaudito. Per questo motivo a Capri, è tradizione regalare una campanina da portare al collo come simbolo di buon augurio.

Gli spettri della Grotta Azzurra

Si tratta di una delle leggende storiche di Capri, così antica e sedimentata che ha nascosto per anni una delle meraviglie dell’isola azzurra. Un tempo la Grotta Azzurra era il ninfeo dell’Imperatore Tiberio, in seguito fu indicata come rifugio di spiriti e fantasmi. E per tal motivo più nessuno entrò in questa splendida cavità, i pescatori avevano paura di avventurarvisi. Solo nel XIX secolo fu sfatata questa credenza.

D’altro canto c’è un’altra leggenda ad incuriosire i visitatori: un passaggio segreto che porterebbe dalla Grotta Azzurra alla Villa di Damecuta, che si trova a centinaia di metri di distanza.

 

La leggenda dei Faraglioni di Capri

Secondo Virgilio, nell’Eneide, qui vivevano le sirene. La storia, invece, parla di rocce che venivano usate come fari per le navi che si trovavano a passare nella zona (da qui anche l’origine del nome Faraglione).È proprio qui, nell’incrocio tra finzione ed eventi documentati, che alcune storie raccontate ai turisti diventano realtà: su queste rocce vive la lucertola azzurra, unica nel suo genere, e fino a pochi anni fa c’erano ancora marinai coraggiosi che salivano a mani nude sul Faraglione di Fuori.

 

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