Cosa Vedere a Salerno

Il Castello Arechi

Il Castello Arechi, a circa 300 m sul livello del mare, domina la città, costituendo il vertice settentrionale di uno schema difensivo triangolare coincidente con i pendii del monte Bonadies.

Assunse grande importanza militare nell’VIII sec. con il principe longobardo Arechi II che lo ampliò e ristrutturò sulla base del precedente nucleo di epoca romana o bizantina.

In realtà, Arechi II considerò la posizione strategica della città che, dominante sul Tirreno, poteva rappresentare per il regno un significativo sbocco sul mare, sia per i commerci che per una miglior difesa. Di qui la sua attenzione alla fortificazione dell’antica Salernum, che divenne capitale del ducato di Benevento.

Ulteriori ampliamenti si ebbero anche in epoca normanna, angioina e aragonese.

Il Castello offre oggi una splendida panoramica sulla città e sull’intero golfo di Salerno. Nella zona restaurata è stato creato un primo nucleo espositivo dei materiali del Castello (per lo più ceramiche medievali e monete), una sala per mostre e un salone per conferenze e congressi.

Aperto tutti i giorni dalle ore 9,00 alle ore 14,00 e dalle ore 16,00 fino ad un’ora prima del tramonto.

DUOMO DI SALERNO E  CRIPTA

La Cattedrale di San Matteo, fondata da Roberto il Guiscardo, fu inaugurata nel marzo del 1084 e consacrata direttamente da Papa Gregorio VII.  L’attuale aspetto corrisponde alla ristrutturazione avvenuta dopo il terremoto del 5 giugno 1688; l’ingresso è stato modificato e l’atrio è circondato da un portico retto da 28 colonne di spoglio con archi a tutto sesto, arricchito sui lati da una serie di sarcofagi romani. Sul lato meridionale sorge l’alto campanile della metà del XII secolo, mentre l’ingresso principale della Chiesa è chiuso da una porta bronzea bizantina. Nella navata centrale si possono notare i celebri amboni degli ultimi decenni del XII secolo decorati con sculture e mosaici. Nella Cappella del Tesoro invece si possono ammirare diversi reliquiari gotici tra cui il braccio di S. Matteo e le statue dei S.S. Martiri Salernitani. Nel livello inferiore, in corrispondenza dell’altare centrale, vi è la Cripta costituita da un ambiente a sale con nove file di tre campate con volta a crociera, poggiate su colonne. Nel XVII sec la Cripta fu restaurata da Domenico Fontana che concepì la volta in riquadri ottagonali che si alternano a quelli circolari delimitati da stucchi e dipinti. Egli realizzò il doppio altare centrale di San Matteo dove è possibile celebrare simultaneamente due messe.

GIARDINO DELLA MINERVA

Il Giardino della Minerva fu creato nel XIII secolo da Matteo Silvatico un importante medico della famosa Scuola Medica Salernitana, la più antica e importante  Facoltà di Medicina del mondo. Il dott. Silvatico realizzò in questo giardino il primo esempio di orto botanico: uno spazio didattico dove i medici insegnavano agli allievi a riconoscere le piante utilizzate per curare le malattie. Oggi, lo storico Giardino della Minerva rappresenta uno dei tasselli più importanti e significativi della rinascita del Centro Storico di Salerno ed è tappa fondamentale di tutti gli itinerari turistici della città. Il Giardino offre visite guidate animate, servizi di accoglienza culturale e di ristoro coerenti con la storia dei luoghi e la memoria della Scuola Medica Salernitana. Al Giardino della Minerva è possibile ammirare anche alcune tegole medievali dipinte, rinvenute nel corso del restauro del prospiciente Palazzo Capasso.

All’interno dei Giardini della Minerva, nel 2008 è stato inaugurato il Museo della Farmacia in ricordo di Rosario Mazzella. Sua figlia, la Dott.ssa Maria Antonietta Petruzzi Mazzella, con l’obiettivo di creare una mostra, ha concesso in comodato d’uso all’amministrazione comunale materiali d’epoca appartenenti al padre. I materiali e libri di valore sono in mostra nel Palazzo Capasso, tra questi : bilancino di precisione, vetreria da laboratorio, pilloliera, vaseria in ceramica per farmacia, siringa.

La Chiesa San Giorgio

San Giorgio costituisce la più bella chiesa barocca esistente a Salerno, ricca di affreschi di altissima qualità. Essa, fino alla soppressione postunitaria, faceva parte dell’omonimo convento di suore benedettine, oggi trasformato in caserme della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri.

Si tratta di uno dei più antichi insediamenti monastici di Salerno, la cui fondazione risale agli inizi del IX secolo.

A questo periodo appartengono i resti di un’abside affrescata, recentemente rinvenuti all’interno della chiesa.

Alla fine del XVI secolo in San Giorgio vengono trasferite tutte le monache degli altri conventi benedettini della città (Santa Sofia, San Michele e Santa Maria Maddalena).

Nel 1711 il monastero viene ampliato con un nuovo progetto elaborato da Ferdinando Sanfelice, il più celebre architetto napoletano della prima metà del Settecento. L’interno della chiesa è riccamente ricoperto di dipinti murali e su tela.

La decorazione presenta una serie di pannelli con storie di San benedetto, mentre nella cupola è raffigurato il paradiso, esemplato su quello realizzato a Napoli da Lanfranco nel 1641 nella Cappella del Tesoro del Duomo di San Gennaro.

All’interno della chiesa sono ben visibili dipinti di notevole importanza : La Vergine con il Bambino e Santi e una suora orante di Andrea Sabatini, datata 1523, Il martirio di San Giorgio a capo altare databile ai primi decenni del XVII secolo, tre tele raffiguranti San Gregorio Magno, La Sacra Famiglia con San Giovannino, La visione di San Nicola di Bari, datate 1669, opere di Giacinto De Populi, il San Michele Arcangelo, databile al 1690, di Francesco Solimena, alcune tele verticali raffiguranti le Virtù, di Paolo De Matteis, databili agli inizi del XVIII secolo. Di notevole pregio è l’altare maggiore in commesso marmoreo con bassorilievi e sculture.

 

SAN PIETRO A CORTE

Il Complesso Monumentale di San Pietro a Corte è la più importante fondazione longobarda presente in Città. I resti monumentali si configurano come uno dei principali documenti architettonici della Salerno medievale e tra i documenti dell’architettura longobarda presenti in Europa, costituiscono un esempio unico di edificio palazziale. Fu la sede più prestigiosa della corte principesca longobarda in Campania. La struttura si deve al duca di Benevento, Arechi II che nel 774, dopo la sconfitta dei Longobardi del Nord ad opera di Carlo Magno, assumendo il titulus di Princeps gentis longobardorum, spostò, per ragioni politiche e strategiche, la sua residenza da quella Città, allora capitale del ducato, a Salerno, costruendosi un magnifico palatium. Riguardo alla struttura, i grossi pilastri dell’aula superiore (aula di rappresentanza) sono poggiati sul frigidarium di un complesso termale di età imperiale (fine I – inizio sec.II sec. d.C.), in seguito riutilizzato come sepolcreto dalle comunità cristiane di Salerno dove furono seppelliti importanti personaggi pubblici dell’epoca. Dall’alto si accedeva ad un ampio salone che doveva corrispondere all’aula di rappresentanza con annessa cappella palatina. Nei secoli successivi  il salone fu modificato dall’abate commendatario, Decio Caracciolo, il quale aggiunse l’attuale scalone d’accesso, visibile dall’ingresso di largo Antica Corte. Tra i secoli XIII e XVI fu creata una cappella dedicata al culto mariano. Tra le sue diverse destinazioni d’uso è stata anche una delle sedi della Scuola Medica Salernitana. In futuro, a restauro ultimato, sarà la sede del museo della civiltà dei Longobardi del Sud.

 

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