Cosa vedere Ravello

Duomo di Ravello

La Basilica intitolata a S. Maria Assunta e a S. Pantaleone è il principale luogo di culto di Ravello ed è stata sede vescovile fino al 1818. La sua costruzione risale al 1086.

Eglise San Giovanni del Toro à Ravello - Italie

Di grande pregio è il portale centrale a formelle bronzee del 1179. Molti nei secoli i rimaneggiamenti che videro anche l’abbattimento del portico antistante la facciata. All’interno due splendidi amboni ad intarsi marmorei. Nella cappella seicentesca, posta a sinistra del presbiterio, è custodita l’ampolla del sangue di S. Pantaleone che, ogni anno, come quella di S. Gennaro, ripropone il fenomeno della liquefazione.

Esso ospita due musei:

  • il Museo dell’Opera, nella cripta della chiesa, che raccoglie urne cinerarie romane, reliquiari della prima epoca cristiana e antichi manufatti. Altrettanto importante è il busto di Sigilgaida Rufolo, dello stesso autore dell’Ambone;
  • la Pinacoteca d’Arte Medievale e Moderna a cui si accede dalla navata sinistra del duomo, espone una quadreria dal XVI al XIX secolo.

 Villa Rufolo

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E’ la punta di diamante dell’immenso patrimonio storico e architettonico di Ravello. Un complesso monumentale che porta il nome della famiglia che lo realizzò e che nel periodo di massimo splendore, intorno al XIII secolo, contava ” più ambienti che i giorni dell’anno”. Di quell’immenso patrimonio, una parte è stata erosa dal tempo e dall’incuria, un’altra è stata recuperata e nuovi tasselli sono stati aggiungi in epoca più recente, a partire dalla preziosa opera dell’industriale scozzese Francis Nevile Reid che ne è stato proprietario tra il XIX e il XX secolo. In dieci secoli, modello originario, sintesi perfetta di architettura araba, sicula e normanna, si sono sovrapposte nuove linee, da quella più pesante ai nuovi volumi del chiostro a quella più romantica dei giardini ottocenteschi, fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui gli spazi soddisfano le esigenze funzionali della Fondazione Ravello.

 Villa Cimbrone

È un edificio storico costruito su un promontorio roccioso a picco sulla Costiera downloadAmalfitana, ed oggi trasformato in albergo. La villa possiede un parco ornato di statue, antichità, fontane e grotte ed un belvedere che affaccia sul Golfo di Salerno e sulle località costiere limitrofe. Il toponimo “Cimbrone” ricorda l’antica denominazione del promontorio roccioso Cimbronium su cui sorgevano le rovine di una villa romana, trasformata poi in ampio casale ed un tempo residenza della nobile famiglia Acconciagioco e, successivamente, dei Fusco e degli Amici. Solo nel 1904 l’intera proprietà fu acquistata da un nobile banchiere britannico, Ernest William Beckett, che trasformò radicalmente sia la villa, da lungo tempo in stato di abbandono, sia il vasto appezzamento terriero ed i giardini nello straordinario parco con elementi architettonici neoclassici e gotici mediando tra il selvaggio stile botanico all’inglese e quello preciso all’italiana.

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