Cosa Vedere

Sarno 2

Sito archeologico di Foce

In località Fauces l’odierna frazione di Foce di Sarno, il duca Bono di Napoli sconfisse in battaglia il principe Sicone di Benevento. L’area fa parte molto probabilmente di un santuario votivo dedicato alla Dea dell’abbondanza, per il rinvenimento di numerosi reperti provenienti da una stirpe votiva da cui provengono effigi di madri ed altre statuette che denotano una cultura legata alla mitologia greca e poi romana.

 

Santuario e convento della Madonna della FoceSantuario Convento madonna Foce sarno

Sorto su un preesistente edificio del 1520, fu costruito nel 1631. All’interno elementi degni di nota: l’altare maggiore (1720) con affreschi del ‘900 e la struttura ipogea che conserva la tomba del guerriero Gualtieri da Brienne e alcuni affreschi del ‘300.

 

Torri, cinta muraria e castello

La cinta muraria, di forma triangolare, è interrotta da alcune porte, come quella pressocastello sarno la torre normanna e quella sotto la chiesa di S. Matteo, dove sorge ancora oggi il Borgo medievale intitolato al santo. Sono visibili anche torri a pianta circolare che salgono fino al castello, un monumento di grande interesse turistico e storico. Attualmente di esso permangono le rovine di sei torri. Il sito fu punto nevralgico dei conflitti fra Ferrante d’Aragona ed il Conte Francesco Coppola, feudatario locale. Il castello diede alloggio al poeta ed umanista Jacopo Sannazzaro, che ivi compose il poemetto “Salices”.

 

Santuario della Madonna delle tre Coronetre_corone_sarno

Viene fondato nel 1640 ed è dedicato al culto dei morti. L’edificio attuale, recentemente restaurato, è una manipolazione ottocentesca in chiave neoclassica. Vi è custodita la statua di San Michele Arcangelo protettore della città.

 

Duomo di EpiscopioDuomo episcopio

Fu costruito nel 1066, venne completamente riedificato intorno al 1620. L’interno è reso prezioso da opere di Angelo Solimena e della sua bottega. Notevole è anche la sacrestia, con volta affrescata, del XVIII secolo. Il campanile, a pianta quadrata, con apertura a cuspide e monofore ad arco acuto, è l’unico elemento medioevale conservato.

 

Palazzo San FrancescoPalazzo san francesco sarno

Sede degli uffici del comune di Sarno è opera dell’architetto Luigi Vanvitelli (tra le sue opere la Reggia di Caserta). La parte più pregevole è la facciata disegnata da A. Curri, coautore della Galleria Umberto I di Napoli. All’interno si conservano notevoli opere d’arte provenienti da San Francesco e da altre chiese.

 

 

Museo archeologico Nazionale della Valle del Sarno

Il Museo, allestito al primo piano del settecentesco Palazzo Capua, presenta un nuovo Museo Archeologico nazionale sarnoallestimento inaugurato il 1 luglio 2011. Notevoli le ricostruzioni delle tombe a cassa di età ellenistica, (seconda metà del IV sec. a.C.) rinvenute in località Galitta del Capitano, con pitture funerarie mirabilmente conservate che rappresentano scene caratteristiche quali il “ritorno del guerriero accolto dalla famiglia”.

 

 

Filanda D’Andrea

Il generale Carlo Filangieri, individua nel territorio di Sarno il luogo ideale per impiantare opifici legati al suolo fertilissimo e ai corsi d’acqua, così come era scritto nel rapporto consegnato al re.

Vengono ideati due tipi di attività industriali: l’Opificio Meccanico con sede in Palazzo Buchy  e l’Opificio d’Industria che si chiamerà Filanda D’Andrea . In uno si costruiscono macchine e nell’altro si usano queste macchine per filatura, tessitura e tintura.

Nel 1883 la Società Industriale Partenopea di Napoli diretta da Antonio Spinelli, acquista a Sarno dal Principe di Ottajano Giuseppe De Medici, estesi suoli che vanno da Piazza Garibaldi al Palazzo Alteda, compreso il Rivo Palazzo. La Partenopea realizza la sua32_big Filanda con la moderna tipologia a doppia T a tre livelli, un sottotetto e due canne fumarie.

Il 1837 è ufficialmente l’anno di inizio dell’attività del canapificio di Piazza Garibaldi. Nel 1841 la produzione si diversifica in tessitoria e filatoria con 500 operai iniziali che lavorano sotto l’occhio vigile del padrone Raffaele D’Andrea.

Sarno diventa città industriale con ciminiere fumanti che si stagliano contro la ridente collina e il castello. Il 17 Settembre 1943, però, l’occupazione tedesca segna la fine della filanda. Le fabbriche di Sarno sono pressoché distrutte o danneggiate in maniera grave: macchinari, materie prime, semilavorati vengono rubati o saccheggiati dai Tedeschi che appiccano anche un incendio nello splendido Palazzo Buchy. Nel 1962 l’opificio meccanico di palazzo Buchy chiude per sempre i battenti,licenziando i suoi operai. La Filanda D’Andrea ha una sorte analoga nonostante Giuseppe Napoli, allora sindaco della città, si sia battuto ripetutamente per ottenere un risarcimento mai ottenuto.

Nel 1987 in accordo con la soprintendenza, i progettisti hanno lavorato per una ridefinizione funzionale di tutta l’area a disposizione seguendo un criterio di valorizzazione e tutela dei complessi monumentali. Il grande intervento di recupero e restauro ha previsto l’utilizzo degli stessi materiali con cui l’edificio era stato realizzato. Inizialmente si pensò di destinare la struttura a locali commerciali ma l’idea non trovò corso pratico di attuazione. Prevalse invece l’idea più pratica e redditiva di collocarvi un plesso scolastico. Fu l’arch. Timpone a riconvertire il tutto in funzione di una scuola. Attualmente vi sono ospitati il liceo linguistico e l’istituto tecnico commerciale.

 TURISMO VERDE

Il Parco Fluviale “5 sensi” è situato nella zona al confine con il convento di Santa Maria di Foce e l’acquedotto campano. La versatilità degli spazi consente gite naturalistiche, campi di lavoro naturalistici/giovanili/internazionali; è base per trekking, campeggi per gruppi, attività didattiche, attività psicomotorie, aree pic-nic, feste e manifestazioni.Parco Fluviale 5 Sensi Sarno

 

 

Annunci

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: