Sarno

La città di Sarno si sviluppa alle falde del monte Saro ed è attraversata dal fiume Sarno  nel quale confluiscono le acque di Rio Foce, Rio Palazzo e Rio Santa Marina L’età contemporanea vede Sarno, terra ricca d’acqua, divenire un polo industriale canapiero tale da meritare l’appellativo di Manchester del Sud. La fiorente industria si sviluppa maggiormente quando, nel 1856, giunge la prima ferrovia e successivamente viene inaugurata anche la ferrovia Circumvesuviana che collega direttamente Sarno con Napoli e con i comuni vesuviani.  Nell’ultimo dopoguerra, dopo la crisi dei canapifici, sorgono le industrie conserviere che esaltano la vocazione agricola del territorio sarnese.

STORIA

La città di Sarno si sviluppa alle falde del monte Saro ed è attraversata dal fiume Sarno  nel quale confluiscono le acque di Rio Foce, Rio Palazzo e Rio Santa Marina. Sono gli Etruschi ad attribuire il nome alla città.

Sarno= “il fiume dalle molte sorgenti”.

Alla metà del I secolo d.C. risalgono i resti di un acquedotto. Il territorio comunale  presenta, tuttavia, tracce di insediamenti che vanno dal  Neolitico all’epoca romana, abbandonati  probabilmente in seguito alla disastrosa eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

Nel 601 il duca longobardo Arechi II, si spinge fino a Sarno e  la valle comincia, così, a popolarsi. Nella seconda metà dell’VIII secolo, sulle pendici del monte Saretto, veine costruito il Castello, sotto cui nasce un centro abitato, il primo nucleo della città di Sarno., oggi conosciuto come “Terravecchia- Borgo San Matteo”.

Esso adotta come patrono San Michele Arcangelo, protettore dei Longobardi. Tra i tanti personaggi di Sarno emerge il nobile Mariano Abignente, uno dei quattro campani protagonisti della vittoriosa “Disfida di Barletta”. Nel 1882 il Consiglio Comunale di Sarno gli dedica una via e un monumento in bronzo, posto al centro della piazza del Municipio, che ha sede nel Palazzo San Francesco.

L’età contemporanea vede Sarno, terra ricca d’acqua, divenire un polo industriale canapiero.  Tale da meritare l’appellativo di Manchester del Sud. Tessitori specializzati arrivano da tutta Europa, e stabiliscono definitivamente con le loro famiglie. La fiorente industria riceve un nuovo impulso quando, nel 1856, giunge la prima ferrovia. Nel 1904 viene inaugurata anche la ferrovia Circumvesuviana che collega direttamente Sarno con Napoli e con i comuni vesuviani.  Nell’ultimo dopoguerra, dopo la crisi dei canapifici, sorgono le industrie conserviere che esaltano la vocazione agricola del territorio sarnese.

 

LUOGHI DI INTERESSE COSA VEDERE

Sito archeologico di Foce

Sarno 2

In località Fauces l’odierna frazione di Foce di Sarno il duca Bono di Napoli sconfisse in battaglia il principe Sicone di Benevento. L’area fa parte molto probabilmente di un santuario votivo dedicato alla Dea dell’abbondanza, per il rinvenimento di numerosi reperti provenienti da una stirpe votiva da cui provengono effigi di madri ed altre statuette che denotano una cultura legata alla mitologia greca e poi romana.

Santuario Convento madonna Foce sarnoSantuario e convento della Madonna della Foce      Sorto su un preesistente edificio del 1520, fu costruito nel 1631. All’interno ci sono elementi degni di nota: l’altare maggiore (1720) con affreschi del ‘900 e la struttura ipogea che conserva la tomba del guerriero Gualtieri da Brienne e alcuni affreschi del ‘300

 

Torri, cinta muraria e castello                            

 castello sarno La cinta muraria, di forma triangolare  è interrotta da alcune porte, come quella presso la torre normanna e quella sotto la chiesa di S. Matteo, dove sorge ancora oggi il Borgo medievale intitolato al santo. Sono visibili anche torri a pianta circolare che salgono fino al castello, un monumento di grande interesse turistico e storico della cittadina.  Attualmente di esso permangono  le rovine di sei torri. Il sito fu punto nevralgico dei conflitti fra Ferrante d’Aragona ed  il Conte Francesco Coppola, feudatario locale. Il castello diede alloggio al  poeta ed umanista Jacopo Sannazzaro, che ivi compose il poemetto “Salices”.

Santuario della Madonna delle tre Corone 

tre_corone_sarno

Viene fondato nel 1640 ed è dedicato al culto dei morti. L’edificio attuale, recentemente restaurato, è una manipolazione ottocentesca in chiave neoclassica. Al suo interno si trova la statua di San Michele Arcangelo protettore della città

 

                

                                                                        Duomo di Episcopio
Fu costruito nel 1066, venne completamente riedificato Duomo episcopiointorno al 1620. L’interno è reso prezioso da opere di Angelo Solimena e della sua bottega. Notevole è anche la sacrestia, con volta affrescata, del XVIII secolo. Il campanile a pianta quadrata, con apertura a cuspide e monofore ad arco acuto, è l’unico elemento medioevale conservato.

 

 

Palazzo san francesco sarnoPalazzo San Francesco

Sede degli uffici del comune di Sarno è opera dell’architetto Luigi Vanvitelli (tra le sue opere la Reggia di Caserta). La parte più pregevole è la facciata  disegnata da A. Curri, coautore della Galleria Umberto I di Napoli . All’interno si conservano notevoli opere d’arte provenienti da San Francesco e da altre chiese.

 

 

Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno

Museo Archeologico nazionale sarno

Il Museo, allestito al primo piano del settecentesco Palazzo Capua presenta un nuovo allestimento inaugurato il 1 luglio 2011. Notevoli le ricostruzioni delle tombe a cassa -di età ellenistica, seconda metà del IV sec. a.C.-, rinvenute in località Galitta del Capitano, con pitture funerarie mirabilmente  conservate che rappresentano scene caratteristiche      quali il “ritorno del guerriero accolto                                                                                                 dalla famiglia”.

TURISMO VERDE

Parco Fluviale 5 Sensi SarnoIl Parco Fluviale “5 sensi” è situato nella zona al confine con il convento di Santa Maria di Foce e l’acquedotto campano. La versatilità degli spazi consente gite naturalistiche, campi di lavoro naturalistici/giovanili/internazionali; è base per trekking, campeggi per gruppi, attività didattiche, attività psicomotorie, aree pic-nic, feste e manifestazioni.

 

I SAPORI DELLA TRADIZIONE

Mèscete: (Cubotti di pane raffermo mescolato a broccoli patate e cime di rapa).

Secchemente: (Striscioline di zucca bianca lunga, private dell’acqua, mescolate alla farina di granturco e fritte).

‘A menesta ‘mmaretata: ( verza, scarole, cicoria, cavolo nero, si chiama così perché la verdura “si sposa” con la carne di maiale).

Jammarielli: gamberetti di acqua dolce del pescoso fiume Sarno. Venivano fritti per deliziare i palati dei tanti visitatori che accorrevano da ogni parte per onorare la Madonna.

 

 

 

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